mercoledì 4 gennaio 2017

OMELIA EPIFANIA DEL SIGNORE – “ABBIAMO VISTO SORGERE LA SUA STELLA!”


OMELIA EPIFANIA DEL SIGNORE – “ABBIAMO VISTO SORGERE LA SUA STELLA!” 

Carissimi fratelli e sorelle, 
celebriamo oggi la solennità dell'Epifania. È  una grande festa della Chiesa, purtroppo svilita ultimamente a Festa della Befana che nulla ha che vedere con essa.
Cerchiamo prima di tutto di entrare nel mistero che celebriamo. Cosa celebra oggi la Chiesa? Oggi celebramo l'EPIFANIA, cioè la "manifestazione", manifestazione di Gesù alle genti tutte. Per capire meglio il significato profondo di questa festività dobbiamo sapere  che la Chiesa oggi – nella sua Liturgia di questo giorno, quindi non solo nella Messa, ma anche nella Liturgia delle ore – celebra tre eventi della vita di Gesù. Infatti, la Chiesa oggi fa memoriale solenne della manifestazione di Gesù ai pagani rappresentati dai Magi a Betlemme; della manifestazione di Gesù agli Ebrei quando i cieli si aprirono e si udì la voce del Padre che diceva: "Tu sei il mio Figlio diletto, in te mi sono compiaciuto"(Mc 1,11) il giorno in cui Giovanni lo battezzò sulle rive del Giordano e la manifestazione di Gesù ai suoi apostoli quando a Cana operò il suo primo miracolo ed essi cominciarono a credere in Lui (Gv 2,11). Nella manifestazione di Gesù, ai pagani, agli ebrei, agli apostoli, noi celebriamo l'invito del Padre, la chiamata del Padre ad ascoltare Gesù, a seguire Gesù, ad aderire a Gesù perché Gesù è il Figlio suo mandato da Lui a salvarci.
Detto questo cerchiamo di approfondire quella pagina del Vangelo di Matteo verso la quale la Chiesa in questa Santa Messa ci chiede di orientare la nostra attenzione: il racconto del cammino dei Magi fino a Betlemme che abbiamo appena devotamente ascoltato.
“Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto una stella e siamo venuti ad adorarlo”………….…            ………………
Questi misteriosi personaggi che una volta erano particolarmente cari ai fanciulli, personaggi così ricchi di fascino e di mistero nel loro cammino verso la casa di Betlemme rappresentano il cammino di ogni uomo verso la salvezza e quindi verso Gesù Cristo unico Salvatore del mondo. Ogni uomo è invitato ad intraprendere questo cammino, ma – purtroppo – non tutti lo fanno, e così insieme ai Magi oggi viene ricordata un altro personaggio significativo – ma in senso diametralmente opposto – Erode che rappresenta con la sua persona tutti coloro che intraprendono un cammino che non porta alla salvezza, alla vita, alla gioia, ma alla dannazione eterna…………………………………………………………………………………….……………………………….
I Magi hanno visto una "stella", ma non ne constatano semplicemente l'esistenza, o solo ne misurano il percorso, hanno capito che quella stella era segno di un mistero: la vera storia della persona umana comincia quando comincia a vedere con serietà dentro la realtà che lo circonda, in particolare quando si ferma a riflettere su quella realtà che è se stessa e capisce che dietro c'è un mistero da scoprire. Ogni cosa con cui ci relazioniamo è un mistero, ha una dimensione misteriosa che ci richiama ad uscir fuori di noi stessi per capirne il significato. ………….…………………………….…………………………….…………………
Se c'è una cosa preziosa che oggi sembra aver perso l'umanità è il senso dello stupore, della meraviglia di fronte a qualcosa di grande, di bello. Se ci fermassimo un attimo a riflettere su quanto ci circonda, anche le cose più semplici, più piccole: sentiremmo in fondo al nostro cuore una voce che ci sussurra: “Cercami oltre… cercami oltre…”. Se ci fermassimo a riflettere su noi stessi, su chi noi siamo e perché siamo, sul significato profondo delle nostre gioie che passano, dei nostri dolori che restano, della mia vita che scorre senza fermarsi, sentiremmo una voce che ci sussurra in fondo al nostro cuore: “Cercami oltre… cercami oltre”
Vai oltre te stesso, insegui la stella. Dio ha donato alla persona umana l'intelligenza perché prima di tutto cercasse Lui. Dio ama giocare a nascondino, ma non per rimanere nascosto, ma per darci la gioia di scoprirlo.
I Magi lo hanno cercato, hanno lasciato le loro sicurezze e si sono avventurati nel grande viaggio della salvezza ricercando Gesù.
Come non cercare Dio, cercarlo con tutto il nostro cuore, con tutto il nostro desiderio, con tutto il nostro amore.
Che piccola persona,  ristretta di mente, meritevole di compassione è quella persona che non cerca Dio.………….…………….
Vedete esistono tre categorie di persone: ………….…………………………….…………………………….…………………
A. Quelle che cercano Dio e lo trovano. Queste sono ragionevoli e felici. ………….…………………………….…………………
B. Quelle che cercano Dio e non lo trovano. Queste sono ragionevoli e non sono felici. ………….…………………
C. Quelle che non cercano Dio e non lo trovano. Queste sono non ragionevoli e non sono felici
La ricerca è anzitutto interiore, sì, personale sì. È  necessario che inizi così, ma non può maturare così, essa deve aprirsi all'oggettività, a qualcosa di concreto, oggettivo, stabile. Senza questa oggettività la persona è costantemente nel rischio del soggettivismo e cioè di inventarsi lei il significato profondo della realtà, di inventarsi lei il volto di Dio, di un Dio fatto su misura ad uso e consumo proprio e non su misura del vero Dio. Ogni uomo, ogni donna avrebbe la sua opinione, il suo "secondo me" o quella frase tanto ripetuta oggi: "in coscienza"… ma non di quella coscienza che ti mette in discussione, che ti rimprovera, no, no, normalmente si mette in ballo un altro tipo di "coscienza" che non rimprovera mai, ma che scusa sempre. Non basta dire di sentirsi vicini a Dio, bisogna anche esserlo veramente e allora Dio, che si nasconde solo per farsi trovare, ci dona anche quegli strumenti necessari perché non prendiamo cantonate solenni, Dio ci ha donato l'istituzione della Chiesa, quella Chiesa che veniva già prefigurata nel popolo d'Israele che aveva nei suoi sacerdoti la guida morale e religiosa stabilita da Dio.…………………….
E così quella "stella" porterà i Magi fino a Gerusalemme, ma a Gerusalemme scompare. Scompare perché ora devono chiedere, devono aprirsi agli altri, devono accettare la mediazione dei sacerdoti. Dapprima chiedono alla persona sbagliata, chiedono ad Erode, ma questi chiederà per loro alle persone giuste, ai sacerdoti e saranno loro che indicheranno con sicurezza il luogo dove avrebbero trovato Gesù, non sarà la stella a farli uscire da Gerusalemme, saranno i sacerdoti. Solo dopo che avranno dato retta ai sacerdoti e avranno preso la strada di Betlemme rivedranno la "stella" che li confermerà nella direzione giusta. ……
Fratelli e sorelle chi dice Cristo sì, la Chiesa no, non ha capito niente. La Chiesa è necessaria per salvaguardarci da un incontro immaginario con Gesù, o anche da un incontro sentimentale fatto tutto di emozioni, emozioni profonde, ma che passano e non un incontro vero, autentico che mi cambia non esteriormente e non per qualche tempo, ma mi cambia dentro e soprattutto cambia la mia vita.
"E trovarono il Bambino con a Maria sua madre": Il vero Gesù è sempre con Lei e Lei ha sempre Gesù da darci. La gioia di Maria è quella di darci Gesù, farcelo conoscere, farcelo amare. 
"Prostratisi lo adorarono". Ogni vero incontro con Gesù porta la persona umana all'adorazione perché è l'incontro con Dio e davanti a Dio ci si mette in ginocchio. Quel Bambino è Dio e davanti a Dio ci si mette in ginocchio. Davanti a Dio la persona si mette in ginocchio. Com'è difficile mettersi in ginocchio, in ginocchio con le ginocchia del mio corpo piegate e, carissimi fratelli e sorelle – ve lo dico con il cuore più che con le labbra – se ancora le artrosi non ci hanno mangiato le cartilagini delle ginocchia, se ancora non abbiamo le artrosi che ci impediscono di inginocchiarci perché non lo facciamo più spesso? Nel segreto della mia stanza dove nessuno mi vede, ma Lui sì, inginocchiamoci e adororiamoLo… Quando entriamo in Chiesa e lo vediamo lì rinchiuso, prigioniero d'amore per noi nel tabernacolo, perché non facciamo una bella genuflessione, fatta bene, fatta con amore, con il ginocchio piegato bene bene fino a terra?… Ma soprattutto – cari fratelli e sorelle – se non abbiamo le artrosi alle ginocchia perché non le pieghiamo per bene e Lo adoriamo quando Lui viene in mezzo a noi per la potenza del suo Spirito e rinnova il suo sacrificio per me, per noi, nella consacrazione del pane e del vino?… Certamente non basta piegare le ginocchia, quello forse è abbastanza facile, occorre anche piegare la mia anima, il mio spirito, tutta la mia persona deve prostrarsi davanti a Lui perché Lui è Dio. 
"E gli offrirono in dono oro, incenso e mirra". Ogni vero incontro con Dio, e Gesù è Dio, si conclude nell'offerta di se stessi e questo, infatti, significano i doni dell'oro, incenso e mirra. …………………………………………………………………………
Oro: Tu sei il mio Signore: Tu sei Colui che io desidero seguire.……………………………………………………………………
Incenso: Tu sei il mio Dio: Tu sei Colui che io desidero adorare. …………………………………………………………………
Mirra: Tu sei Colui che è morto per me: Tu sei Colui che io desidero amare.

E carissimi fratelli e sorelle – concludo – “… per un'altra strada fecero ritorno al loro paese”! È proprio così: dopo aver incontrato Gesù, ma averlo incontrato veramente e non solo con l'immaginazione non si torna più sulla strada vecchia, non si torna più sulla strada dell'“uomo vecchio” (Col 3,9; Rm 6,6; Ef 4,22): la vita cambia e se non cambia è perché ancora non l'abbiamo incontrato, ancora Maria non ha avuto la gioia di metterci questo Bambino tra le braccia.
Ecco, carissimi, l'augurio della Chiesa: che ciascuno di noi possa avere la gioia dei Magi, incontrarsi con Gesù, adorare Gesù, seguire Gesù, amare Gesù ed essere diversi, diversi dentro, diversi fuori con una vita diversa, più bella, più semplice, più profonda, più vera, più ricca di significato e più ricca di amore. 
Amen.         

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